Apple ha acquisito i brevetti Lighthouse

A marzo, ci sono state segnalazioni che Apple ha acquisito i brevetti di Lighthouse, il produttore di una telecamera di sicurezza alimentata da intelligenza artificiale che in precedenza aveva annunciato la sua chiusura. Si scopre che c’era dell’altro nella storia. Le informazioni hanno appreso che alcuni membri del team di Lighthouse continueranno il loro lavoro in Apple. I co-fondatori della startup Alex Teichman e Hendrik Dahlkamp, ​​che hanno un forte background nella ricerca di intelligenza artificiale e nella tecnologia automobilistica auto-pilotante, si sono uniti a Apple, insieme a circa 20 del team di software di Lighthouse, ha detto una persona che ha familiarità con la questione. Il team hardware di Lighthouse non ha aderito a Apple. In un’e-mail inviata all’inizio di questa settimana a persone che hanno testato la fotocamera di Lighthouse, i co-fondatori della startup hanno chiesto il permesso di trasferire dati video e sensori raccolti attraverso i dispositivi ad Apple. In precedenza, Lighthouse stava raccogliendo dati dalle telecamere per addestrare i suoi algoritmi di apprendimento automatico in modo da poter riconoscere persone e scene all’interno delle case. Quelle telecamere funzionano ancora. Il team di Lighthouse dovrebbe continuare a lavorare su questo progetto in Apple, anche se non è chiaro in che modo la società prevede di utilizzare la tecnologia di Lighthouse in futuro, ha detto la persona. Apple non ha risposto immediatamente alle richieste di commento. L’acquisizione ricorda quella di un’altra azienda che Apple ha comprato l’anno scorso, Silk Labs, che stava costruendo una videocamera e altoparlanti per la casa basati sull’intelligenza della privacy, secondo quanto riportato da Information in novembre.

Fonte
https://www.theinformation.com/briefings/dde4fe

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Bawoo: lampadina Smart Bulb RGB Wi-fi compatibile con Alexa

 

Come configurare una lampadina con Smart Life è molto semplice. Vi mostro una Smart Bulb Wifi compatibile con Alexa molto economica che trovate su Amazon:

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Come controllare qualsiasi dispositivo IR con gli Scenari e Alexa

Alexa Echo Dot

Smart & RemoteControl: modalità scena Supporto e modalità sleep, controllare i dispositivi ovunque e in qualsiasi momento tramite l’applicazione, una chiave al controllo
Pianificazione: Preset i propri profili, automaticamente il lavoro a tempo dell’insieme
Cura i vostri animali domestici: accendere l’aria condizionata quando non si è in casa
Funzione Timer: Impostare il tempo come si desidera, non perdere da un momento all’altro. Supporto 2.4G wi-fi, non supporta 5G, password Wifi meno di 32 byte, senza spazi e simboli speciali, solo con alfabeto e numero, router 802.11 b / g modalità
Configurazione facile: collegare alla vostra casa e ufficio WiFi, nessun gateway needed.IR distanza di telecomando può essere fino a 12m

Dopo aver visto il video puoi acquistare il prodotto QUI

Un MacBook del 2009 aggiornato al 2018

Ve lo ricordate il vecchio “Bianchino”?

Apple MacBook 2009

In questo video è possibile vedere come è possibile recuperare un vecchio Apple MacBook 2009 per aggiornarlo ai giorni d’oggi.
Il Vecchietto si dimostra ancora affidabile ed usabile nel 2018
Vi metto qui sotto i link per provare a replicare questo progetto con i ricambi necessari

Buon Lavoro !!

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Come funziona Amazon Music Unlimited

Diversamente da Amazon Prime Video e da altre soluzioni e servizi resi disponibili dal colosso del commercio elettronico, Amazon Music Unlimited – te l’ho già accennato in apertura – non è incluso al 100% nell’abbonamento Prime. Nel caso in cui non ne avessi mai sentito parlare, Prime è un servizio di Amazon che permette di avere consegne gratuite in un giorno su oltre 1 milione di prodotti, offre la possibilità di acquistare prodotti tramite gli Amazon Dash Button, dà accesso anticipato alle offerte lampo e molto altro ancora. I nuovi clienti lo possono provare gratis per 30 giorni ed al termine del periodo di prova non c’è alcun obbligo di rinnovo.

Gli abbonati ad Amazon Prime possono solo usufruire di una versione “light” di Amazon Music Unlimited, denominata Amazon Prime Music, che permette di accedere a 2 milioni di brani (anziché 50 milioni) con l’opzione di download attiva (solo sui dispositivi portatili), nessuna interruzione pubblicitaria ma un limite di ascolto mensile di 40 ore. Trascorse le 40 ore di ascolto mensile, per continuare a usufruire del servizio occorre aspettare il 1° giorno del mese successivo a quello in corso o attivare un abbonamento ad Amazon Music Unlimited.

Per poter fruire di Amazon Music Unlimited occorre sottoscrivere un abbonamento dedicato che, questo è però bene sottolinearlo, per gli iscritti a Prime risulta un tantino più vantaggioso. Più precisamente, il costo dell’abbonamento singolo al servizio è pari a 9,99 euro/mese oppure a 99 euro/anno (quindi 8,25 euro/mese) per gli iscritti ad Amazon Prime. In entrambi i casi è possibile fruire di 30 giorni di utilizzo gratuito del servizio in modo tale da poterne testare a fondo tutte le caratteristiche prima di decidere se continuare ad utilizzarlo anche allo scadere della prova optando dunque per l’abbonamento mensile o per quello annuale.

Oltre all’opzione per il singolo utente è disponibile anche una formula d’abbonamento destinata a tutta la famiglia. Per l’esattezza, al pezzo di 14,99 euro/mese oppure a quello di 149 euro/anno (vale a dire poco più di 12 euro per mensilità) per gli iscritti a Prime è possibile attivare fino ad un massimo di 6 account famigliari, ciascuno dei quali indipendente dall’altro in fatto di selezione dei brani, preferenze ecc.

Altro vantaggio dedicato agli abbonati a Prime da segnale è la possibilità di ricevere, al momento in cui scrivo, uno sconto pari a 10 euro sul costo dell’abbonamento. In soldoni: un mese gratuito di ascolto!

Dispositivi compatibili e requisiti

Per quel che concerne invece i dispositivi compatibili, Amazon Music Unlimited può essere sfruttato su computer e su svariate altre piattaforme.

Nello specifico, da computer è accessibile da tutti i principali browser Web: Chrome, Firefox, Microsoft Edge, Safari, Opera, Internet Explorer e via discorrendo, su tutti i più diffusi sistemi operativi. Oltre che via Web, è possibile accedere al servizio da computer anche mediante le apposite applicazioni rese disponibili per WindowsmacOS e per Linux.

Su device mobile, invece, Amazon Music Unlimited è fruibile, mediante apposita app, su Android, su iOS e sui tablet Fire (è disponibile “di serie”).

È altresì possibile ascoltare i brani d’interesse tramite Amazon Music Unlimited anche tramite gli altoparlanti Sonos, sia importando i brani che ascoltandoli on-deman, ed in auto, su BMW e Mini, gestendo il tutto tramite la Head Unit (basta collegare il disposto alla console centrale).

Iscrizione

Compresi i costi e presa coscienza dei dispositivi tramite cui è possibile utilizzare il servizio, cerchiamo dunque di capire come funziona Amazon Music Unlimited in maniera più dettagliata.

Come facilmente intuibile, per poter usufruire del servizio è necessario disporre di un account Amazon.

Per quel che concerne invece l’iscrizione a Prime, come già ribadito conferisce alcuni vantaggi in termini di prezzi ma resta comunque opzionale.

Recati dunque sulla home del servizio, clicca sul pulsante Iscriviti, è gratis per 30 giorni, effettua il login al tuo account (se richiesto), seleziona la tipologia di abbonamento che, una volta terminato il periodo di prova, verrà attivato scegliendo tra Abbonamento individuale ed Abbonamento Family e clicca su Iscriviti, è gratis per 30 giorni. Paga dopo dopodiché clicca sul bottone Ascolta ora.

Utilizzo

È fatta! Adesso si che puoi finalmente cominciare ad utilizzare sul serio il servizio!

Se vuoi registrarti al servizio clicca QUI

Investimento immobiliare con Housers

In questo video spiego come fare un investimento Immobiliare sulla Piattaforma Housers

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Housers (vai al sito) rappresenta un’innovativa piattaforma di crowdfunding immobiliare nata in Spagna e “importata” in Italia che permette di raccogliere fondi online per acquistare o affittare un bene immobile.

Investire a partire da 50 €

Lanciata nel 2015 in Spagna, oggi la piattaforma conta oltre 50 mila utenti e consente al bacino di cyber-utenti di investire in beni immobiliari apportando un capitale minimo di 50 euro. Si tratta di un esperimento nuovo in Italia che sembra promettere davvero bene.

Cosa fa Housers?

Cominciamo con il dire cosa “non è” Housers.

Housers.com non è una piattaforma di equity crowdfunding – raccolta fondi online che consente di investire in startup in cambio di quote societarie – come lo è Walliance, ad esempio.

Housers è una piattaforma di “lending crowdfunding” o “peer to peer crowdfunding”, in pratica tutti gli aderenti partecipano all’acquisto del bene finanziando delle società che si occuperanno di investire in quel progetto. Chi aderisce al lending crowdfunding in questione, in pratica, non ottiene una quota di partecipazione all’acquisto dell’immobile come in Walliance, bensì ottiene un rendimento annuo sulla base degli accordi sottoscritti in piattaforma.

Gli investimenti immobiliari (in realtà accordi o contratti di lending crowdfunding) fatti sul portale Housers, potranno in seguito essere rivenduti all’interno di un apposito MarketPlace.

Miglior Videocamera per Youtubers? Panasonic GH5

Panasonic GH4 è stato un modello fin da subito molto apprezzato da fotografi e videomaker per il design funzionale, compatto, leggero ed efficace.

Nonostante alcune limitazioni importanti, come ad esempio il singolo slot SD e un sensore piuttosto piccolo, GH4 è sempre stato un modello fantastico e di grande successo, soprattutto tra videomaker. Successi a parte, c’era bisogno di una scossa, qualcosa che rivoluzionasse ancora il mercato, un dispositivo che potesse a suo modo lasciare la concorrenza a bocca aperta, ancora una volta.

E fu così che Panasonic presentò GH5, un modello incredibile fin da subito e molto atteso da pubblico amatore e professionista. Al Photokina 2016 sono state poche le novità annunciate in merito a questo modello, giusto qualche chicca strategica per far capire al pubblico di cosa si stava parlando. Una volta giunta in redazione pochi giorni fa abbiamo finalmente avuto modo di mettere le mani su questo gioiello e studiarlo fino in fondo, ma andiamo con ordine.

L’estetica di Panasonic GH5, rispetto al modello precedentenon è poi così cambiata

Il produttore ha infatti preferito mantenere questo form factor di successo modificando però la disposizione di alcuni tasti.

Partendo dalla zona anteriore notiamo subito la denominazione modello, il tasto di sgancio dell’ottica e un bottone personalizzabile che, di default, prevede l’anteprima della profondità di campo. Presente anche la luce di messa a fuoco e un grip decisamente ergonomico e funzionale.

Passando alle parti laterali troviamo le prime meraviglie, è la prima volta in una recensione di Ridble in cui non sappiamo da che parte iniziare in quanto ci sono sorprese davvero ovunque. Ragioniamo con ordine di “effetto WOW”: il lato destro rispetto al display mostra un piccolo cassettino ad espulsione con molla che nasconde due slot per schede SD. Si, avete letto bene, due slot per SD; le richieste degli utenti sono state finalmente accontentate e ora avrete modo di fare backup o salvare foto e filmati in due supporti diversi. Dal lato opposto altre sorprese: oltre al jack per microfono e a quello per le cuffie troviamo una porta HDMI di tipo A, cioè grande tanto quanto quella presente in monitor, proiettori, computer e televisori e una porta USB Type-C, quella di ultima generazione che molti computer faticano ancora ad avere. Siamo stati molto sorpresi di questi due connettori, soprattutto per l’USB-C, porta che da sola sarebbe stata in grado di gestire il segnale video HD, rendendo quindi superflua la presenza dell’HDMI così grande che, comunque, rimane comodo in moltissime situazioni. Ci siamo stupiti negativamente del fatto che non sia possibile ricaricare la batteria di Panasonic GH5 dalla porta USB-C, una vera mancanza che fa perdere molti punti alla comodità e portabilità di questa fotocamera mirrorless.

La parte superiore rimane per la maggior parte dei casi invariata rispetto al modello precedente, con alcune piccole variazioni importanti: iniziando dalla parte sinistra troviamo il multi selettore della modalità di scatto, a scelta tra singola, raffica (fino a 9fps con autofocus continuo), raffica 6K (nuova modalità introdotta con GH5), PostFocus (per scattare e decidere la messa a fuoco dopo la registrazione) e le due modalità di autoscatto. Si prosegue poi con la slitta HotShoe, la ghiera dei programmi con tutte le classiche modalità di Panasonic che già troviamo in altri modelli, bottone di scatto, prima ghiera (per variazione tempi o diaframma), tasto per il bilanciamento del bianco, per la sensibilità ISO e per la compensazione dell’esposizione. La novità in questa disposizione è senz’altro il tasto di registrazione per i video, che prima era posizionato nella parte posteriore della fotocamera (e secondo noi era molto comodo) e ora è nella zona superiore poco dietro al bottone di scatto. È vero, ora basta spostare l’indice dal tasto di scatto della foto e premere quello per iniziare la registrazione video, tuttavia, prima era possibile fare questa operazione ancora più velocemente con il pollice che fa presa sul grip laterale. Secondo noi questo cambiamento rallenta un pochino le operazioni e rende il tutto più scomodo, ma è comunque soggettivo.

Assente in questo nuovo modello è il flash fotografico e da molti giudicato come “difetto”. Noi pensiamo invece sia un grande vantaggio in quanto non amiamo decisamente il flash pop-up a scatto integrato nelle fotocamere, si tratta, ormai, di un accessorio superato. Insomma, chi necessita davvero di un flash acquista un modello da collegare all’HotShoe oppure sfrutta quelli da studio, inutile, nel 2017, pensare che sia ancora necessario un flash a scatto a questi livelli e, soprattutto, in questo segmento.

Anche la parte posteriore è rimasta quasi praticamente invariata rispetto a Pansonic GH4, a parte per l’aggiunta di un nuovo e comodissimo joystick. Grazie a questo joystick è possibile gestire i punti di messa a fuoco in un modo davvero molto rapido e comodo, ce ne siamo davvero innamorati. Troviamo poi il display orientabile da 3.2″ TFT con superficie touch e circa 1.620.000 punti definizione, una rapida e comoda ghiera di selezione, 4 bottoni completamente configurabili a piacere, lo switch rapido per la messa a fuoco (a scelta tra MF, AFC e AFS/AFF) e una ghiera secondaria con cui gestire diaframmi o tempo di esposizione.

Sotto troviamo il classico attacco per treppiede e lo slot per la batteria che, rispetto al modello precedente, è decisamente migliorata.

Si tratta di una Panasonic DMW-BLF19E da 1860 mAh con autonomia di circa 400 immagini in LVF, 410 in TFT e fino a 1000 in modalità di risparmio energetico.

Panasonic GH5 pesa circa 725 grammi con scheda SD e batteria, un peso decisamente contenuto che arriva a toccare 1 kg con ottica LEICA DG Vario-Elmarit 12-60mm f/2.8-4 in kit base. A parte la modifica del tasto di registrazione video, su cui siamo ancora molto scettici, siamo decisamente soddisfatti delle modifiche estetiche fatte a questo nuovo modello e siamo sicuri che diventerà il nuovo must-have assoluto più di GH4 nei mesi precedenti. Oltre a questo, il corpo di Panasonic GH5 è interamente realizzato in magnesio, è più grande del 13% rispetto a GH4 ed è resistente a temperature fino a -10 gradi Celsius.

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Differenze tra regime dei minimi e regime forfettario


Che differenza c’è tra regime dei minimi e regime forfettario?

Partiamo dal presupposto che dal 31/12/2015 il regime dei minimi non esiste più. O meglio, è un inquadramento al quale una persona fisica non può più accedervi. Chi invece era già nel regime dei minimi prima di quella data, oggi gode ancora delle sue caratteristiche.
Dal 01/01/2016, invece, è entrato in vigore il regime forfettario – denominato anche “nuovo regime dei minimi” – rottamando di fatto il cugino. Per cui oggi qualsiasi soggetto privato (o attività in essere) che rientra nei parametri stabiliti dalla legge, può avere accesso all’esclusivo regime forfettario.
Ma questo benedetto regime forfettario, in sostanza, è meglio o peggio del vecchio regime dei minimi?
Rispondiamo dicendo che è stato studiato appositamente per agevolare il professionista e le attività già in essere, e ad “invogliare” il privato a lanciarsi in proprio.
Che tu sia o voglia intraprendere attività d’impresa (come artigiano o commerciante) o divenire libero professionista, a noi non cambia niente, anzi, il servizio di apertura della partita iva te lo offriamo comunque a titolo gratuito, perché la nostra visione è quella di crescere insieme, di aiutare/premiare la tua voglia di indipendenza e soprattutto il tuo progetto professionale.
Cominciamo dunque a scendere più nel dettaglio.
Per rispondere alla domanda iniziale e volendo spiegare come funziona il regime forfettario, andiamo a precisare in modo semplificato che il modo con cui verrà determinato il tuo reddito tassabile (lordo) deriverà proprio dal settore in cui ci andremo ad identificare. “Ci andremo”, perché noi saremo sempre al tuo fianco, pronti a consigliarti. Ci teniamo a ricordartelo.
Infatti, il regime forfettario abbina per ogni settore di attività, identificato dai codici Ateco determinati dall’Istat, un coefficiente di redditività che andrà applicato al tuo volume d’affari (totale delle fatture emesse), non andando più a contemplare la deducibilità del costo (fatture di acquisto) per la determinazione del reddito, come accadeva nel regime dei minimi. In parole povere ad un volume d’affari di 10.000 € verrà applicato un coefficiente che, prendendo ad esempio di ritrovarci nel settore di attività di un professionista, sarà pari al 78% andando a rilevare un reddito pari a 7.800 €.
Determiniamo ora quella che è la caratteristica di maggior rilievo nel regime forfettario e che caratterizza anche il regime dei minimi; la percentuale di tassazione, indicata nella misura del 5%. Nasce, però, a questo punto una differenza; infatti, nel regime forfettario tale agevolazione si esaurisce al termine dei primi 5 anni di attività o al momento in cui si intraprende un’attività già perseguita precedentemente, passando, in questo modo, ad un’aliquota del 15%. Quest’ultima verrà applicata al reddito lordo, rilevato precedentemente, per determinare le tasse da pagare ovvero la cosiddetta imposta sostitutiva. Quindi, riprendendo il caso di prima, ai nostri 7.800 € verrà applicato a seconda della situazione o il 5% o il 15% con un risultato pari al 390 €, nel primo caso, 1.170 €, nel secondo caso.
La contribuzione risulta avere piccole differenze rispetto ai regimi ordinari, le quali si ispirano sempre alla volontà di agevolare la situazione economica di coloro che abitano questo regime.
Non sei ancora convinto?
Ecco 7 operazioni che NON avrai l’obbligo di eseguire, e quindi NON dovrai economicamente versare allo Stato, col regime forfettario: 1.spesometro 2.comunicazione relative alle operazioni con Paesi black list 3.studi di settore 4.ritenute di acconto 5.obblighi di registrazione 6.tenuta scritture contabili 7.liquidazione iva
Saremo noi, in ogni caso, a valutare la convenienza o meno della possibilità di attuare tale regime, andando ad analizzare i dati economici dell’attività che vorrai conseguire, senza lasciare nulla al caso o abbandonandoti a scelte assai complicate.